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Placanica

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FOTO PLACANICA

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SCHEDA

  • Superficie: 29,26 Kmq
  • Altezza s.l.m.: 240 mt
  • Abitanti: 1.280
  • Densità: 43,75 ab./Kmq
  • Latitudine: 38° 24' 48,66''
  • Longitudine: 16° 27' 2,33''
  • Prefisso telefonico: 0964
  • C.A.P.: 89040
  • Codice ISTAT: 080059
  • Codice catasto: G729

STORIA

Placanica è un paese dell’entroterra jonico reggino.
La memoria delle sulle sue origini in una area che è stata crocevia di grandi civiltà e ha conosciuto fin dal periodo magno-greco importantissime frequentazioni, per la quasi totale assenza di fonti documentali, pare appigliarsi nel toponimo mantenuto fino al 1816 Motta Placanica che rimanda al periodo tra il secolo X e il XII, epoca in cui per la crescente minaccia delle incursioni saracene e per il perdurare di sommovimenti politici, si sviluppò, nei pressi di cenobi e monasteri disseminati dall’arrivo, sulla costa calabra dei monaci basiliani, una maglia di fortini, le ‘motte’ che avevano chiaramente una funzione difensiva attorno alle quali si concentrarono le prime comunità rurali.
I primi feudatari furono gli Arcadi cui seguirono,nel corso dei secoli, altre nobili famiglie (Licandro, Musitano, Passerelli). Ultima, fino all’eversione della feudalità (1806)quella dei Clemente.
Le leggi eversive della feudalità, introducendo a livello amministrativo un rinnovamento, anche a Placanica, pur se faticosamente produssero un graduale ammodernamento favorito dall’ eliminazione delle ‘sopravvivenze giuridiche feudali’ così ben radicate in una comunità prevalentemente agricola, ma non per questo, arretrata visto che anche i placanichesi contribuirono con il loro impegno a scrivere pagine importanti nella storia dell’unificazione d’Italia.
Gli ultimi anni del secolo sono scanditi dal lento miglioramento delle condizioni di vita di Placanica senza manifestazioni di forti contrasti sociali: è quanto emerge sbirciando tra gli atti conservati nell’archivio comunale. Sono, comunque, questi gli anni in cui Placanica comincia ad assumere l’aspetto urbano più moderno :attraverso anche in ridisegno della rete viaria.
Il 10 novembre del 1907 è una delle date che resteranno, a lungo impresse nella memoria della gente del tempo: la furia del terremoto si scaglierà ancora una volta su un’area fortemente provata dalla miseria provocando decine e decine di vittime morte tra le macerie.
Oggi Placanica,grazie all’opera di recupero del patrimonio storico e artistico, conserva ancora intatta l’antica struttura urbanistica medievale ricca di monumenti e ‘tesori’.

STEMMA COMUNE DI PLACANICA

GEOGRAFIA

Comune collinare, di origini medievali, con un’economia agricola. I placanichesi, che presentano un indice di vecchiaia nella media, sono distribuiti tra il capoluogo comunale, in cui si registra la maggiore concentrazione demografica, numerose case sparse e le località Pietra, Titi e Tuffarelli, oltre che in vari nuclei urbani minori. Il territorio ha un profilo geometrico irregolare, con differenze di altitudine molto accentuate: si raggiungono i 1.047 metri di quota. L’abitato, immerso in una suggestiva cornice paesaggistica, è interessato da una forte crescita edilizia; il suo andamento plano-altimetrico è vario. Nello stemma comunale, aureo, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, si rappresenta un torrione rosso, merlato alla guelfa e munito di cordolo.

ECONOMIA

Comune collinare, di origini medievali, con un’economia agricola. I placanichesi, che presentano un indice di vecchiaia nella media, sono distribuiti tra il capoluogo comunale, in cui si registra la maggiore concentrazione demografica, numerose case sparse e le località Pietra, Titi e Tuffarelli, oltre che in vari nuclei urbani minori. Il territorio ha un profilo geometrico irregolare, con differenze di altitudine molto accentuate: si raggiungono i 1.047 metri di quota. L’abitato, immerso in una suggestiva cornice paesaggistica, è interessato da una forte crescita edilizia; il suo andamento plano-altimetrico è vario. Nello stemma comunale, aureo, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, si rappresenta un torrione rosso, merlato alla guelfa e munito di cordolo.

PUNTI DI INTERESSE

Meta di un significativo e settimanale turismo religioso, per via della presenza di una Comunità di Preghiera e della Fondazione Madonna dello Scoglio, offre a quanti vi si rechino la possibilità di gustare i semplici ma genuini prodotti del luogo e godere delle bellezze dell’ambiente naturale. Intrattiene rapporti intensi con i comuni del circondario, ai quali la popolazione si rivolge per l’istruzione secondaria di secondo grado e i servizi non disponibili sul posto. Tra le manifestazioni tradizionali, che animano la comunità richiamando visitatori dai dintorni, meritano di essere citate: le feste della Madonna dello Scoglio, l’11 febbraio e l’11 maggio; quelle di Santa Maria delle Serre e della Madonna delle Grazie, rispettivamente la prima domenica di maggio e la domenica successiva al 2 luglio; l’”Agosto placanichese” e la festa di Maria Santissima Addolorata, la terza domenica di settembre. Il mercato settimanale si svolge il venerdì. Il Patrono, Sant’Emidio, si festeggia il 5 agosto.

LOCALITA'

Apriche, Colavono, Cucuzzi, Gallo, Pietra, Runcatina, Sambrasi, San Nicola, Santa Domenica, Survia, Titi, Tuffarelli, Valenti.


LOCALIZZAZIONE

È situata nella parte settentrionale della provincia, nell’entroterra della costa ionica, sul versante di sud-est dell’altopiano delle Serre, tra Caulonia, Stignano e Pazzano. A 63 km dal casello di Rosarno, che immette sull’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, può essere raggiunta anche percorrendo la strada statale n. 106 Jonica, il cui tracciato si snoda a 9 km. La stazione ferroviaria di riferimento, lungo la linea Taranto-Reggio di Calabria, si trova a 11 km. Il collegamento con la rete del traffico aereo è assicurato dall’aeroporto posto a 126 km; quello di Napoli/Capodichino si trova 490 km. Il porto di riferimento dista 75 km; quelli di Reggio di Calabria e di Villa San Giovanni 124 e 112. Inserita in circuiti commerciali e nell’ambito territoriale della Comunità montana “Stilaro Allaro”, gravita prevalentemente sul capoluogo provinciale e su Locri per il commercio, i servizi e le esigenze di ordine burocratico-amministrativo che non possono essere soddisfatte sul posto.

SERVIZI

  • Stazione ferroviaria: a Caulonia
  • Porto: a Gioia Tauro, a Reggio di Calabria e a Villa San Giovanni
  • Aeroporto: a Reggio di Calabria/Ravagnese
  • Farmacia: a Placànica
  • Ospedale: a Siderno
  • Carabinieri: a Placànica
  • Guardia di finanza: a Monasterace
  • Vigili del fuoco: a Siderno
  • Tribunale: a Locri
  • Corte d'Appello: a Reggio di Calabria

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SANTA DOMENICA

Tra le attrattive più importanti del Comune si può catalogare una delle sue frazioni, precisamente Santa Domenica, assurta a notorietà internazionale grazie alla presenza sul suo territorio dell’Opera MADONNA DELLO SCOGLIO, sede dell’omonima Fondazione a carattere spirituale, voluta, edificata e portata avanti dal terziario francescano Cosimo Fragomeni.
La storia ebbe inizio l’11 maggio 1968 giorno in cui, all’allora semplice pastore, apparve in visione la Beata Vergine Immacolata.
Alla prima ne seguirono altre, in seguito alle quali Cosimo Fragomeni iniziò un cammino di Fede e preghiera scandito da digiuni, sacrifici e dalla guida spirituale del parroco del tempo don Rocco Gregorace.
All’iniziale cappella, fu sostituita una chiesa di piccole ma armoniose proporzioni, più volte ritoccata e abbellita, l’ultima delle quali nella primavera del 2000, con la messa in posa di un grande altare in marmo bianco e intarsi di tasselli di marmo policromi, che fanno da corona al quadro di grande dimensioni, raffigurante la Vergine secondo le sembianze con cui apparve al nostro veggente.
Nella nicchia scavata dallo stesso fratel Cosimo, sulla roccia dell’apparizione, fu collocata inizialmente una statua dell’Immacolata, e l’11 maggio 2000 una nuova statua in marmo bianco di Carrara, opera di artisti locali.
Contatti: Indirizzo: Frazione San Domenica
Tel.: 0964-738095 - 0964-738136

IL CASTELLO

Nella parte più alta del paese c’è il cosiddetto "Castello" residenza della famiglia del Feudatario dal XIII al XVIII secolo, quando i Clemente, ultimi intestatari del feudo, lasciarono definitivamente Placanica e si trasferirono a Napoli dove possedevano un’altra dimora nei pressi del Palazzo Reale.
Oggi il "castello", ristrutturato da poco, è un’imponente costruzione di circa quaranta locali tra stanze e saloni che possono essere usati come locali museali e per convegni; una visita è comunque consigliabile perché la costruzione ha mantenuto l’interessante struttura originaria.




CN24 (Comunicati Stampa)
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CHIESA SAN BASILIO

È la chiesa matrice dedicata a San Basilio Magno, di chiara origine basiliana (secolo XI- XII) : infatti la facciata è rivolta verso Bisanzio.
Sorta in seguito all’insediamento basiliano a pochi metri dalla comunità religiosa, grazie al progressivo popolamento dovuto alla sistematica concentrazione dell’abitato intorno al cenobio, la chiesa matrice raggiunse tra il XVII-XVIII secolo il massimo splendore, grazie anche alle necessarie modifiche e ampliamenti, per venire incontro alle esigenze dei fedeli.
All’originaria struttura caratterizzata da un’unica navata, infatti sono state aggiunte tre cappelle laterali; la prima sul lato sinistro dell’ingresso è dedicata alla Vergine Addolorata, dal 1909 copatrona di Placanica insieme a Sant’Emidio.
Al centro del nuovo corpo di fabbrica si trova la seconda cappella con tre nicchie : qui si può ammirare la statua di S. Emidio, patrone del paese dal terremoto del 1783, realizzata nel 1840 dall’artista Vincenzo Zaffino.
La terza cappella era una cappella gentilizia, come ancora oggi si rileva dall’insegna araldica dei feudatari Clemente, riportata nella lastra tombale sul pavimento. Fino a poco tempo fa nei due ovali vuoti c’erano due dipinti del Settecento napoletano raffiguranti San Gennaro e San Placido, che oggi sono a restauro. A destra della navata centrale ci sono tre altari, dedicati in successione alla Madonna Delle Grazie, alla Madonna del Rosario, e alla Vergine Immacolata.
Sul primo altare possiamo ammirare un bellissimo tabernacolo in marmo di Carrara, arricchito da una piccola porta in argento e attribuito ai due famosi scultori Antonello e Domenico Gagini.
Alla fine della navata, circoscritto da due balaustre in marmo magistralmente intagliato, si trova l’altare principale, realizzato in marmi policromi. Dietro l’altare, una piccola porta sulla sinistra introduce alla sacrestia e alla torre campanaria.


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