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MARTONE

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SCHEDA

  • Superficie: 8,26 Kmq
  • Altezza s.l.m.: 290 mt
  • Abitanti: 573
  • Densità: 69,37 ab./Kmq
  • Latitudine: 38° 21' 13,81''
  • Longitudine: 16° 17' 15,21''
  • Prefisso telefonico: 0964
  • C.A.P.: 89040
  • Codice ISTAT: 080047
  • Codice catasto: E993

STORIA

Sorta in una zona abitata fin da età antica, come testimoniano i reperti archeologici, del periodo tardo-romano, rinvenuti nei suoi dintorni, si sviluppò all’epoca delle invasioni saracene, a seguito dell’afflusso di gente dalla costa. Il toponimo, riportato da alcuni studiosi al personale latino MARTO, -ONIS o al greco “murtòn”, ‘mirteto’, viene da altri fatto derivare dal nome di persona “Martis”, con l’aggiunta del suffisso greco -ones, per cui indicherebbe ‘i discendenti di Martis’. Casale della baronia di Grotteria, dalla metà del XV secolo appartenne ai Correale, ai Carafa, ai di Loffredo, ai Ruffo, ai d’Elia, agli Ayerbe d’Aragona e di nuovo ai Carafa, che ne conservarono il possesso fino all’abolizione del feudalesimo. Notevoli furono i danni causati dal terremoto della seconda metà del Settecento. Comune del cantone di Roccella Jonica, ai tempi della Repubblica Partenopea, col nuovo ordinamento amministrativo disposto dai francesi, all’inizio del XIX secolo, fu inclusa tra le università del cosiddetto governo di Grotteria. I Borboni, tornati sul regno di Napoli, all’indomani del congresso di Vienna, la trasferirono nel circondario di Gioiosa Jonica. La sua storia post-unitaria si confonde con quella del resto della regione. Sotto il profilo storico-architettonico interessanti sono: la cinquecentesca chiesa matrice di Santa Maria Assunta, contenente pregevoli opere d’arte; la chiesa di San Giorgio martire, del XVII secolo; una necropoli medievale e i resti di una chiesetta bizantina, nei pressi dell’abitato.

STEMMA

DESCRIZIONE

Comune montano, di origini antiche, la cui economia si basa essenzialmente sulle tradizionali attività agricole. I martonesi, che presentano un indice di vecchiaia superiore alla media, sono tutti concentrati nel capoluogo comunale. Il territorio ha un profilo geometrico irregolare, con differenze di altitudine molto accentuate: si raggiungono i 1.218 metri di quota. L’abitato, immerso in una suggestiva cornice paesaggistica, è interessato da una forte crescita edilizia; situato su un dosso, ha un andamento plano-altimetrico leggermente vario.

ECONOMIA

Se si escludono i consueti uffici municipali e postali, non ve ne sono altri degni di nota. Sul posto manca la stazione dei carabinieri, per cui le funzioni di autorità di pubblica sicurezza sono, all’occorrenza, svolte dal sindaco. Va però segnalata la presenza della Pro Loco. L’agricoltura si basa sulla produzione di cereali, frumento, ortaggi, olive, uva e agrumi. L’industria è pressoché assente. Non sono forniti servizi più qualificati, come quello bancario; una modesta rete distributiva completa il panorama del terziario. Non si registrano particolari strutture sociali, sportive e per il tempo libero. Nelle scuole locali si impartisce l’istruzione obbligatoria; manca una biblioteca per l’arricchimento culturale. Non vi sono strutture ricettive. A livello sanitario è assicurato il servizio farmaceutico; per altre prestazioni occorre rivolgersi ai centri limitrofi.

PUNTI DI INTERESSE

Sebbene non figuri tra le mete turistiche più celebrate della zona, offre a quanti vi si rechino la possibilità di visitare la sua zona archeologica e godere delle bellezze dell’ambiente naturale, arricchito dalla presenza delle “Acque di Crini”, con area pic-nic. È poco frequentata per lavoro, in quanto le attività produttive non consentono di assorbire neppure tutta la manodopera del posto; diffuso è il pendolarismo verso le zone più sviluppate. I rapporti con i comuni vicini non sono molto intensi. Tra gli appuntamenti consueti, che contribuiscono ad aumentare il numero dei visitatori, meritano di essere citate: la fiera della seconda domenica di agosto, con balli tradizionali e la sagra della castagna, a novembre. La festa del Patrono, San Giorgio, viene celebrata il 23 aprile; i festeggiamenti hanno luogo la seconda domenica di agosto, caratterizzati dal gioco della “ntinna” (albero della cuccagna).

LOCALIZZAZIONE

È situata nella parte settentrionale della provincia, a confine con quella di Vibo Valentia, nell’entroterra della costa ionica, fra le valli delle fiumare Gallizzi e Levadia, sulle propaggini dell’Appennino calabro e del versante ionico dell’altopiano delle Serre, alle falde del monte Elia. A 5 km dalla strada statale n. 281 del passo di Limina, è raggiungibile anche con le statali n. 501 di Mongiana e n. 106 Jonica, che si snodano rispettivamente a 8 e a 9 km. L’autostrada più vicina è la A3 Salerno-Reggio Calabria, cui si accede dal casello di Rosarno, distante 40 km. La stazione ferroviaria di riferimento, lungo la linea Taranto-Reggio di Calabria, si trova a 9 km. Il collegamento con la rete del traffico aereo è assicurato dall’aeroporto posto a 102 km; quello di Napoli/Capodichino dista 479 km. Il porto di riferimento si trova a 51 km; quelli di Reggio di Calabria e di Villa San Giovanni sono a 100 e 88 km. Inserita in circuiti commerciali e nell’ambito territoriale della Comunità montana “Limina”, gravita soprattutto sul capoluogo provinciale, su Siderno e su Locri per il lavoro, il commercio, i servizi e le strutture burocratico-amministrative non presenti sul posto.

SERVIZI

  • tazione ferroviaria: a Gioiosa Jonica
  • Porto: a Gioia Tauro, a Reggio di Calabria e a Villa San Giovanni
  • Aeroporto: a Reggio di Calabria/Ravagnese
  • Farmacia: a Màrtone
  • Ospedale: a Siderno
  • Carabinieri: a Gioiosa Jonica
  • Guardia di finanza: a Roccella Jonica
  • Vigili del fuoco: a Siderno
  • Tribunale: a Locri
  • Corte d'Appello: a Reggio di Calabria

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