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MAROPATI

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SCHEDA

  • Superficie: 10,30 Kmq
  • Altezza s.l.m.: 239 mt
  • Abitanti: 1.627
  • Densità: 157,96 ab./Kmq
  • Latitudine: 38° 26' 26,37''
  • Longitudine: 16° 5' 48,41''
  • Prefisso telefonico: 0966
  • C.A.P.: 89020
  • Codice ISTAT: 080046
  • Codice catasto: E968

STORIA

Citata in documenti del XVI come Micropoli e Micopetum, fu popolata da una colonia di albanesi, che la abitarono fino al Seicento. Il toponimo potrebbe essere un riflesso del greco “emeròpitus”, avente il significato di ‘pino coltivato’; non manca però chi si richiama al cognome “Maropato”, attestato nella zona di Reggio di Calabria, verso la metà del XVIII secolo, e che alcuni studiosi riportano all’albanese “maru Patu”, ‘povero Ippazio’. Casale della baronia di Anoia, fece parte dei possedimenti delle nobili famiglie dei Caracciolo, dei Ruffo e dei Paravagna, ai quali, nel corso del Settecento, il re Carlo VI concesse in via straordinaria di aggiungere al titolo di marchesi anoiani quello di principi maropatesi. Quasi interamente distrutta dal terremoto della seconda metà del XVIII secolo, acquistò l’autonomia amministrativa col decreto francese del 1811, istitutivo dei comuni, che le aggregò Tritanti e la incluse nel circondario di Galatro. Tornata ai Borboni, al termine della parentesi napoleonica, e annessa al Regno d’Italia, insieme al resto della regione, partecipò alle successive vicende nazionali e internazionali. L’elemento di maggior pregio del patrimonio storico-architettonico è rappresentato dalla chiesa parrocchiale di San Giorgio, che, pur rifatta più volte, conserva l’antico portale e due campanili a torre.

STEMMA

DESCRIZIONE

Comune collinare, di probabili origini medievali, che alle tradizionali attività agricole ha affiancato una modesta presenza industriale. I maropatesi, con un indice di vecchiaia di poco superiore alla media, vivono oltre che nel capoluogo comunale, in cui si registra la maggiore concentrazione demografica, anche nella località Tritanti; il resto della popolazione vive in case sparse. Il territorio ha un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate: si raggiungono i 500 metri di quota. L’abitato, immerso in una suggestiva cornice paesaggistica, non mostra segni di espansione edilizia, conservando un aspetto rurale; situato su un dosso allungato tra due vallette, ha un andamento plano-altimetrico leggermente vario.

ECONOMIA

Dal punto di vista burocratico non vi sono particolari strutture: le uniche attività del genere che vi si svolgono sono quelle connesse al funzionamento dei normali servizi municipali e postali. Va però segnalata la presenza della stazione dei carabinieri. L’agricoltura si basa sulla produzione di cereali, foraggi, ortaggi, olive e frutta, soprattutto uva e agrumi. L’industria è costituita da piccole aziende che operano nei comparti alimentare, edile e dell’editoria. Il terziario si compone della rete commerciale (di dimensioni non rilevanti ma sufficiente a soddisfare le esigenze primarie della comunità) e dell’insieme dei servizi, che comprendono quello bancario. Tra le strutture sociali figura una casa di riposo. Nelle scuole locali si impartisce l’istruzione obbligatoria; manca una biblioteca per l’arricchimento culturale. Non vi sono strutture ricettive. A livello sanitario è assicurato il solo servizio farmaceutico; per altre prestazioni occorre rivolgersi altrove.

PUNTI DI INTERESSE

Meta di un significativo turismo religioso, per via della presenza in una casa privata di un’immagine della Madonna ritenuta miracolosa, perché avrebbe prodigiosamente sanguinato più volte e che tuttora sanguinerebbe spesso, registra l’arrivo di numerosi pellegrini da ogni parte del Mezzogiorno. È poco frequentata per lavoro, in quanto le sue attività produttive non consentono di assorbire neppure la manodopera del posto, costretta ogni giorno a raggiungere le aree più sviluppate. I rapporti con i comuni del circondario sono molto intensi; a essi la popolazione si rivolge anche per l’istruzione secondaria di secondo grado e i servizi non forniti sul posto. Tra le manifestazioni tradizionali, che animano la comunità richiamando visitatori dai dintorni, meritano di essere citate: la festa della Madonna della Grotta, il 23 aprile, e la fiera di Santa Lucia, il 13 dicembre. Il mercato settimanale si svolge la domenica. La festa del Patrono, San Giorgio, viene celebrata il 23 aprile.

LOCALIZZAZIONE

Si estende nella parte settentrionale della provincia, sui monti dell’Appennino calabro, ai margini della piana di Rosarno, alla sinistra del fiume Metramo. Confina con Anoia, Giffone, Galatro e Feroleto della Chiesa. Attraversata dalla strada statale n. 536 di Acquaro e a 4 km dalla statale n. 281 del passo di Limina, può essere raggiunta anche con l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, dall’uscita di Rosarno, distante 14 km. La stazione ferroviaria di riferimento, lungo la linea Cinquefrondi-Palmi si trova a 4 km. Il collegamento con la rete del traffico aereo è assicurato dall’aeroporto posto a 77 km; quello di Napoli/Capodichino si trova a 455 km. Il porto più vicino dista 26 km; quelli di Reggio di Calabria e di Villa San Giovanni 77 e 64. Inserita in circuiti commerciali, ha nel capoluogo di provincia, in Palmi e in Polistena i principali poli di gravitazione per il lavoro, il commercio, i servizi e le esigenze di ordine burocratico-amministrativo che non possono essere soddisfatte sul posto.

SERVIZI

  • Stazione ferroviaria: a Cinquefrondi
  • Porto: a Gioia Tauro, a Reggio di Calabria e a Villa San Giovanni
  • Aeroporto: a Reggio di Calabria/Ravagnese
  • Farmacia: a Maròpati
  • Ospedale: a Polistena
  • Carabinieri: a Maròpati
  • Guardia di finanza: a Taurianova
  • Vigili del fuoco: a Polistena
  • Tribunale: a Palmi
  • Corte d'Appello: a Reggio di Calabria

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