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Madonna dei Polsi

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FOTO MONTALTO

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MADONNA DEI POLSI

NEL SECOLO XVIII

Con l'abolizione del rito greco, il Santuario passa sotto la giurisdizione dei vescovi di Gerace, che si fanno rappresentare da sacerdoti aventi titolo di cappellani. Agli inizi del secolo XVIII, sotto la guida spirituale di detti sacerdoti, nel monastero di Polsi è viva la presenza di una comunità denominata 'I Monaci di S. Paolo, I eremita'. Essi si dedicano alla preghiera e al lavoro manuale di qualsiasi genere, si occupano del convento e dei restanti edifici, curano il decoro della Chiesa. Sparsi in vari paesi e contrade della Calabria, diffondono la devozione alla Madonna ed attendono all'annuale questua per il mantenimento della comunità e del personale di servizio al Santuario.

TUTTO EBBE INIZIO NELL'ANNO 1144

Un mandriano stretto dalla necessità di cercare un toro smarrito, si spinge nell'impervia contrada di Polsi: lo trova davanti ad una croce di ferro che aveva riportato alla luce scavando.
In quel medesimo istante al pastore, di nome Italiano, originario di S. Cristina d'Aspromonte che sosta in preghiera, appare la Madonna che gli indica il punto esatto dove dovrà essere costruita una chiesa.
Un'altra tradizione colloca al posto del pastore, il conte Ruggero in una battuta di caccia. Saranno i monaci Basiliani a diffondere la devozione alla Croce e alla Madonna sotto il titolo di 'S. Maria di Polsi', ora più comunemente 'La Madonna della Montagna'.

LA MADONNA

Troneggia nell'ampia nicchia dell'altare, il maestoso simulacro, scolpito su pietra tufacea, della Madonna con il Bambino in braccio e trasportato probabilmente l'anno 1560, secondo quanto si legge in Corrado Alvaro.
La statua pesa 8 quintali, e viene rimossa dalla sua sede ogni cinquant'anni. Spetta ai Sanluchesi, per tradizione antichissima, presentarla ai fedeli per la sacra cerimonia dell'incoronazione e portarla in processione trionfale per le vie dell'abitato.
E' la prima scultura di cui si ha memoria, anche se la Platea del 1604 faccia riferimento ad una statua di legnami indorati: si tratta di un documento posteriore all'arrivo della statua a Polsi.

LA CHIESA

L'edificio sacro, nel suo complesso è di stile barocco. Molti sono stati i restauri e le trasformazioni subite nel tempo. Attualmente la Chiesa è un cantiere aperto.
La ditta DECORART con le maestranze del posto sta realizzando il più imponente restauro che sia mai avvenuto a Polsi. Le tre navate di cui è composta, sono state rifatte del tutto: arcate, stucchi, e consolidamento dei pilastri. Le decorazioni, con rifacimento delle scene in gesso descrittivi della vita della Madonna, il soffitto a cassettoni, prezioso per l'impiego di oro zecchino in fogliame.

IL 29 MARZO 1481

Abolito il rito greco in Calabria, i monaci Basiliani, si ritirano a Grottaferrata e trasferiscono con sé rari e preziosi documenti. Degli illustri seguaci di S. Basilio il grande rimane il ricordo di gente che seppe tenere alto il senso del sacro con gli scritti, il lungo salmodiare, le celebrazioni delle maggiori ricorrenze assegnate dal loro calendario e soprattutto la santità di vita come testimonia la visita di Atanasio Calkeopulos, poi vescovo di Gerace, per incarico della Sede apostolica. Ricordiamo i frati Nicodemo, Atanasio, Teofilo, Neofito, Simeone e il venerabile frate Gerasimo. Anche S. Leo di Africo era solito portarsi a Polsi per adorare la santa Croce.

L'ALTARE

L'altare in marmo policromo, offerto dalla città di Messina l'anno 1737, attualmente è in fase di restauro. Vengono eseguiti dei lavori di ricostruzioni di alcuni pezzi di marmo deterioratesi con il tempo, e, la pulitura del nero-fumo che si è accumulato negli anni dai ceri votivi dei fedeli. All'estremità è posto un quadro dipinto ad olio di autore ignoto, raffigurante il Buon Pastore.
Ai lati, due colonne con capitello, abbelliscono la monumentale costruzione. Al centro, sovrasta imperiosa la statua della Madonna con Bambino. Sotto il sacro Simulacro, si trova il tabernacolo con porticina in argento.

LE CAROVANE (UN MODO PER SUPERARE LE DIFFICILI ASPERITA' DEL PERCORSO)

II Santuario rimane aperto tutto l'anno ma, a causa della sua particolare ubicazione, i pellegrinaggi coincidono con le giornate primaverili. I pellegrini arrivano in 'Carovane' organizzate. Nei tempi passati a dorso di mulo, poi con camion attrezzati con panche come sedili per i devoti che, tra continui sobbalzi visto il percorso per niente agevole, pregando e cantando giungevano al santuario.
Sono in numero di cinquanta provenienti dalla Piana di Gioia Tauro, dal reggino, e anche da alcuni paesi del catanzarese. Sono guidate da un 'Procuratore' che ha il compito, per incarico del Superiore del Santuario, di raccogliere offerte e doni in natura per il mantenimento del Santuario, e di tenere alta la devozione alla Madonna. A tutti è richiesto un comportamento moralmente e cristianamente esemplare.

DESCRIZIONE ITINERARIO A PIEDI

Da Gambarie prendere la Statale 183 per Bagaladi. Dopo un paio di chilometri, al bivio per Montalto-Polsi piegare a sinistra. Una strada asfaltata, a tratti malmessa, passa dalla ex Base Nato e prosegue sino al valico posto ai piedi del Monte Montalto. Parcheggiata l’auto, si consiglia di salire sulla cima, dove è posta una statua del Redentore ed una rosa dei venti, raggiungibile in breve con uno dei due sentieri segnalati. È un eccezionale punto panoramico. Dalla cima si prosegue lungo il crinale sino all’anticima nord (altri magnifici scorci panoramici). Da qui si scende lungo il sentiero segnalato con i segnavia a bande bianco-rosse del CAI e che interseca ed attraversa due volte la strada asfaltata proveniente dal valico, diretta verso il casello forestale di Cano. Lasciata la strada, il sentiero attraversa faggete e radure sino al Piano dei Riggitani, dal quale si imbocca un’antica e scoscesa mulattiera che, tra paesaggi mozzafiato, si tuffa letteralmente sino al Santuario. Per chi volesse evitare di arrivare in auto sino alla base del Montalto, è possibile seguire un itinerario che dai Piani di Carmelia conduce a Portella dei Cannavi, valicando la dorsale dei monti Scorda e Cannavi. Si raggiunge quindi la panoramica cima di Pietra Tagliata e ancora per sentieri la base del Montalto.

LA FESTA

Preceduta dalla solenne novena che inizia il 24 agosto e dalla grande veglia di preghiera, la festa della Madonna si celebra il 2 di settembre. Alle ore 10,00 il Vescovo della diocesi e abate del Santuario, all'esterno della chiesa, presiede la solenne concelebrazione eucaristica. Terminata la solenne cerimonia inizia, per le strade del santuario, la processione con la statua della Madonna, offerta al sacro luogo, dai cittadini di Bagnara che hanno il privilegio di preparare e penare in processione. Nel tratto finale, al grido di 'Viva Maria' la Madonna viene sollevata e mostrata al popolo orante e plaudente.

IL PALAZZO VESCOVILE

E' il luogo adibito per l'accoglienza dei cardinali (1919 Giustini -1981 Giuseppe Caprio), dei Vescovi di passaggio e del Vescovo della diocesi che è anche abate commendatario del santuario, nonché dei sacerdoti che accorrono numerosissimi durante il periodo della novena e della festa della Madonna per la cura spirituale dei numerosi pellegrini.
La costruzione davvero maestosa, è stata completamente ristrutturata con l'aggiunta di altre stanze e servizi, nel 1980, in occasione della terza Incoronazione della Madonna, il tutto con le generose offerte dei pellegrini. E' composto da 18 vani ciascuno dotato di servizi interni, una cucina e un refettorio che può accogliere più di cinquanta persone.

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IL CONVENTO

Dalla navata sinistra della chiesa si accede al chiostro, dove si possono visitare le antiche celle, alcune restaurate, altre lasciate di proposito allo stato di origine. Qui abitavano gli umili frati dalla lunga barba incolta e avvolti nel pesante saio di orbace. Il pian terreno di costruzione antichissima e robusta, sorregge il restante edificio risultante di ben tre piani. In alcune di queste celle viene data ospitalità a-i pellegrini che lo richiedono.
L'intero piano superiore comprende l'appartamento del Superiore, dei collaboratori, l'archivio e la biblioteca. L'intero convento abbraccia oltre 70 vani, compreso il refettorio oggi piccolo museo.


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