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GIFFONE

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SCHEDA

Superficie: 14,47 Kmq
Altezza s.l.m.: 594 mt
Abitanti: 2.018
Densità: 139,46 ab./Kmq
Latitudine: 38° 26' 16,25''
Longitudine: 16° 8' 57,62''
Prefisso telefonico: 0966
C.A.P.: 89020
Codice ISTAT: 080037
Codice catasto: E025

STORIA

Sorse, tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, su iniziativa del marchese di Cinquefrondi, Francesco Giffone, il quale volle così rendere più agevole l’esistenza di quanti erano impegnati a lavorare nelle campagne lontano dall’abitato. Il toponimo riflette chiaramente il nome del fondatore del borgo, riportato da alcuni studiosi al personale, di matrice greca, “Iophon, -one” e da altri al francese “giffon”, ‘di guancia grossa”, da “gife”, ‘guancia’. Rimasta sempre tra i possedimenti dei signori di Cinquefrondi, passò dai Giffone ai Pescara Diano, che la tennero dal principio del Settecento fino all’eversione del feudalesimo, decretata dalle riforme napoleoniche. Col nuovo ordinamento amministrativo disposto dai francesi, all’inizio del XIX secolo, fu inclusa dapprima tra le università del cosiddetto governo di Polistena e poi tra i comuni del circondario di Galatro, nella cui giurisdizione fu mantenuta anche dai Borboni. Già gravemente danneggiata dal terremoto della seconda metà del Settecento, fu colpita pure dal sisma del principio del XX secolo. Non si segnalano monumenti di particolare rilievo, fatta eccezione per un tempietto dedicato a San Bartolomeo.

STEMMA

DESCRIZIONE

Comune montano, di origini relativamente recenti, con un’economia di tipo agricolo. I giffonesi, che presentano un indice di vecchiaia nella media, sono quasi tutti concentrati nel capoluogo comunale; il resto della popolazione vive in case sparse. Il territorio, in cui si trovano giacimenti di granito e una fonte di acqua diuretica, detta “Grillo”, ha un profilo geometrico irregolare, con differenze di altitudine molto accentuate: si raggiungono i 1.042 metri di quota. L’abitato, con case che hanno mantenuto le vecchie forme e vicoletti a scala, pavimentati in pietra chiara, non mostra segni di espansione edilizia, conservando un aspetto rurale; situato su un ripiano, ha un andamento plano-altimetrico leggermente vario. Lo sfondo a scacchi neri e argentati dello stemma comunale, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, è attraversato da una fascia rossa; sullo sfondo azzurro del capo spicca una stella d’oro a cinque raggi.

ECONOMIA

Non è sede di particolari strutture burocratiche, ospitando soltanto la stazione dei carabinieri, oltre ai consueti uffici municipali e postali. Si producono cereali, frumento, foraggi, ortaggi, olive, funghi, uva, agrumi e fragole; parte della popolazione si dedica anche alla zootecnia, prediligendo l’allevamento di suini, caprini e avicoli. L’industria è costituita da piccole aziende che operano nei comparti alimentare (tra cui quello della lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi), della lavorazione del legno e della fabbricazione di laterizi. Non sono forniti servizi più qualificati, come quello bancario; una sufficiente rete distributiva completa il panorama del terziario. Non si segnalano strutture sociali, sportive e per il tempo libero degne di nota. Nelle scuole del posto si impartisce l’istruzione obbligatoria; manca una biblioteca per l’arricchimento culturale. Non vi sono strutture ricettive. Il servizio sanitario è assicurato dalla farmacia.

PUNTI DI INTERESSE

Sebbene non figuri tra le mete turistiche più celebrate della zona, offre a quanti vi si rechino la possibilità di godere delle bellezze dell’ambiente naturale, arricchito dalla presenza di estesi boschi di faggi e castagni, ed effettuare interessanti escursioni sui monti circostanti. Intrattiene rapporti non molto intensi con i comuni vicini, ai quali gli abitanti si rivolgono per l’istruzione secondaria di secondo grado e i servizi non disponibili sul posto. Tra le manifestazioni tradizionali, che animano il borgo, richiamando visitatori dai dintorni, meritano di essere citate: la fiera dell’ultima settimana di agosto; la sagra del fungo, il 25 ottobre. Il mercato settimanale si svolge il martedì. Il Patrono, San Bartolomeo, si festeggia il 24 agosto.

LOCALITA'

Sportà.

LOCALIZZAZIONE

Si estende nella parte settentrionale della provincia, sui monti dell’Appennino calabro, nel versante tirrenico dell’altopiano delle Serre, presso le pittoresche erosioni della Timpa della Madonna, verso il margine della piana di Gioia Tauro, alla sinistra del torrente Elia, tra Cinquefrondi, Mammola, Galatro, Maropati e Anoia. A 24 km dal casello di Rosarno, che immette sull’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, può essere raggiunta anche percorrendo le strade statali n. 536 di Acquaro e n. 281 del passo di Limina, i cui tracciati si snodano rispettivamente a 10 e a 14 km. La stazione ferroviaria di riferimento, lungo la linea Cinquefrondi-Palmi, si trova ugualmente a 14 km. Il collegamento con la rete del traffico aereo è assicurato dall’aeroporto posto a 84 km; quello di Napoli/Capodichino è a 462 km. Il porto più vicino dista 33 km; quelli di Reggio di Calabria e di Villa San Giovanni 83 e 71. Inserita in circuiti commerciali e nell’ambito territoriale della Comunità montana “Versante tirrenico settentrionale”, gravita soprattutto sul capoluogo provinciale, su Palmi e su Polistena per il commercio, i servizi e le strutture burocratico-amministrative non presenti sul posto.

SERVIZI

  • Stazione ferroviaria: a Cinquefrondi
  • Porto: a Gioia Tauro, a Reggio di Calabria e a Villa San Giovanni
  • Aeroporto: a Reggio di Calabria/Ravagnese
  • Farmacia: a Giffone
  • Ospedale: a Polistena
  • Carabinieri: a Giffone
  • Guardia di finanza: a Taurianova
  • Vigili del fuoco: a Polistena
  • Tribunale: a Palmi
  • Corte d'Appello: a Reggio di Calabria

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