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CARERI

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SCHEDA

  • uperficie: 38,21 Kmq
  • Altezza s.l.m.: 320 mt
  • Abitanti: 2.379
  • Densità: 62,26 ab./Kmq
  • Latitudine: 38° 10' 36,11''
  • Longitudine: 16° 6' 54,43''
  • Prefisso telefonico: 0964
  • C.A.P.: 89030
  • Codice ISTAT: 080023
  • Codice catasto: B766

STORIA

Secondo alcuni studiosi sarebbe stata fondata dai profughi di Pandora, località della Magna Grecia, distrutta da un terremoto, nel XII secolo. Il toponimo, attestato nel Cinquecento anche nella forma Charere, deriva dal calabrese “hareri”, ‘tessitore’, o dall’arabo “harrarah”, ‘setaia’. Non manca però chi ritiene che la sua denominazione vada riportata al latino CAREO, ‘mancare’, riferito alla povertà del luogo in cui si insediarono i primi abitanti. Compresa nella baronia di Bianco, ne seguì le vicende fin verso la fine del XVI secolo, quando venne concessa al nobile casato dei Caracciolo, conti di Nicastro. Successivamente appartenne ai Grillo, ai Bavera, ai Fedele di Bagnara Calabra e ai Coscinà di Palmi. Ultimi feudatari furono gli Spinelli, principi di Cariati. Inclusa nel cantone di Roccella Jonica, ai tempi della Repubblica Partenopea, con le riforme amministrative attuate dai francesi, all’inizio dell’Ottocento, fu dapprima inserita tra le università del cosiddetto governo di Ardore e poi declassata a villaggio di Benestare. I Borboni, nel 1836, la elevarono a comune autonomo e le aggregarono Natile che, già suo casale, era stato in seguito unito a Platì. Colpita dal terremoto della seconda metà del XVIII secolo, fu danneggiata anche dal sisma del principio del Novecento e dalla terribile alluvione che, negli anni Cinquanta, si abbatté sulla zona, costringendo gli abitanti di Natile Vecchio a spostarsi più in basso, dove diedero vita a Natile Nuovo. Tra le testimonianze storico-architettoniche spiccano: la chiesa parrocchiale, rifatta dopo il terremoto del Settecento; i resti di un antico acquedotto e avanzi di mura, appartenute probabilmente a Pandora, nei pressi dell’abitato.

STEMMA

DESCRIZIONE

Comune montano, di origini medievali, con un’economia essenzialmente agricola. I careresi, che presentano un indice di vecchiaia inferiore alla media, sono distribuiti tra il capoluogo comunale, numerose case sparse e le località Natile Vecchio e Natile Nuovo, in cui si registra la maggiore concentrazione demografica. Il territorio ha un profilo geometrico irregolare, con differenze di altitudine molto accentuate: si raggiungono i 1.572 metri di quota; l’area Contrada Negrella è in contestazione con Platì. L’abitato, immerso in una suggestiva cornice paesaggistica, mostra segni di espansione edilizia; situato su uno sprone, ha un andamento plano-altimetrico leggermente vario. Lo sfondo rosso dello stemma comunale, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, è attraversato da tre spighe dorate, accompagnate, in punta, da una montagna verde.

ECONOMIA

Oltre che dei consueti uffici municipali e postali, è sede di Pro Loco e stazione dei carabinieri. L’agricoltura, basata sulla produzione di cereali, frumento, foraggi, ortaggi, olive, uva e agrumi, è integrata dall’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini e avicoli. Le attività industriali, limitate a qualche piccola azienda edile, sono pressoché irrilevanti. Non sono forniti servizi più qualificati, come quello bancario; una modesta rete distributiva completa il panorama del terziario. Non si registrano particolari strutture sociali, sportive e per il tempo libero. È possibile frequentare le scuole dell’obbligo; manca una biblioteca per l’arricchimento culturale. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione ma non di soggiorno. A livello sanitario è assicurato il servizio farmaceutico.

PUNTI DI INTERESSE

Sebbene non figuri tra le mete turistiche più celebrate della zona, offre a quanti vi si rechino la possibilità di gustare i genuini prodotti del luogo, godere delle bellezze dell’ambiente naturale ed effettuare interessanti escursioni nei dintorni. È poco frequentata pure per lavoro, in quanto le sue attività produttive non consentono di assorbire neppure tutta la manodopera del posto; diffuso è il pendolarismo verso le aree più sviluppate. I rapporti con i comuni vicini sono molto intensi; a essi la popolazione si rivolge anche per l’istruzione secondaria di secondo grado e i servizi non disponibili localmente. Particolarmente sentita è la festa dei Santi Pietro e Paolo che si svolge il 29 giugno in località Natile. La festa del Patrono, Sant’Antonio, viene celebrata il 13 giugno.

LOCALITA'

Contrada Negrella, Natile Nuovo, Natile Vecchio.

LOCALIZZAZIONE

Si estende nella parte centrale della provincia, nell’entroterra della costa ionica, nella fascia collinare pedemontana del versante orientale del massiccio dell’Aspromonte, tra San Luca, Benestare, Platì e Santa Cristina d’Aspromonte. A 72 km dal casello di Bagnara Calabra, che immette sull’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, è raggiungibile anche percorrendo la strada statale n. 112 d’Aspromonte, il cui tracciato ne attraversa il territorio. La stazione ferroviaria di riferimento, lungo la linea Taranto-Reggio di Calabria, si trova a 13 km. L’aeroporto è a 91 km; quello di Napoli/Capodichino a 506. Il porto di riferimento dista 56 km; quelli di Reggio di Calabria e di Villa San Giovanni 93 e 85. Inserita in circuiti commerciali e nell’ambito territoriale della Comunità montana “Aspromonte Orientale”, ha nel capoluogo di provincia e in Locri i principali poli di gravitazione per il lavoro, il commercio, i servizi e le strutture burocratico-amministrative non presenti sul posto.

SERVIZI

  • Stazione ferroviaria: a Bovalino
  • Porto: a Gioia Tauro, a Reggio di Calabria e a Villa San Giovanni
  • Aeroporto: a Reggio di Calabria/Ravagnese
  • Farmacia: a Careri
  • Ospedale: a Locri
  • Carabinieri: a Careri
  • Guardia di finanza: a Bianco
  • Vigili del fuoco: a Siderno
  • Tribunale: a Locri
  • Corte d'Appello: a Reggio di Calabria

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