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BIVONGI

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SCHEDA

  • uperficie: 25,30 Kmq
  • Altezza s.l.m.: 270 mt
  • Abitanti: 1.467
  • Densità: 57,98 ab./Kmq
  • Latitudine: 38° 28' 56,34''
  • Longitudine: 16° 27' 10,76''
  • Prefisso telefonico: 0964
  • C.A.P.: 89040
  • Codice ISTAT: 080010
  • Codice catasto: A897

STORIA

La sua storia inizia intorno al secolo XI, come risulta da documenti conservati nella biblioteca apostolica vaticana. Il toponimo, attestato nel Trecento nella forma Bubungi, nel XVI secolo fu Bofongi e Bivungium; riportato da alcuni studiosi a un personale latino, forse BUBONICUS, BUFONICUS, BUFONIUS o VIBONICUS, viene da altri fatto derivare da un vocabolo greco, avente il significato di ‘terra dei buoi’. Possedimento dell’abbazia di Santo Stefano del Bosco, rimase sotto la giurisdizione dei monaci di Serra San Bruno fino al crollo del sistema feudale, sancito dalle leggi napoleoniche. Tornata ai Borboni, all’indomani del congresso di Vienna, fu annessa al Regno d’Italia, insieme al resto della regione, partecipando alle successive vicende nazionali e internazionali. Gli elementi di maggior pregio del patrimonio storico-artistico appartengono all’architettura sacra: la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista decollato, costruita, nel Settecento, su un precedente edificio di culto, contiene interessanti statue lignee e preziose argenterie; la basilica di San Giovanni Therestìs, del secolo XI, con l’unico monastero greco-ortodosso d’Italia, è un vero e proprio capolavoro dell’arte bizantino-normanna; la chiesa normanna di San Giovanni vecchio, infine, è un altro gioiello.

STEMMA

DESCRIZIONE

Comune collinare, di origini medievali, con un’economia basata prevalentemente sulle tradizionali attività agricole. I bivongesi, che presentano un indice di vecchiaia superiore alla media, sono tutti concentrati nel capoluogo comunale. Il territorio, in cui si trovano sorgenti di acque solforose, cave di marmo e granito e miniere di ferro, rame e piombo, ha un profilo geometrico irregolare, con differenze di altitudine molto accentuate: si raggiungono i 1.129 metri di quota. L’abitato, assai pittoresco, si snoda in un labirinto di stradine, affiancate da case poste una sull’altra e raggiungibili mediante scale e scalette; interessato da una forte crescita edilizia, ha un andamento plano-altimetrico leggermente vario. Sullo sfondo azzurro dello stemma comunale, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, si rappresenta un monte verde, sovrastato da una Croce del Calvario, purpurea, e solcato da un fiume azzurro.

ECONOMIA

È sede di Pro Loco. L’agricoltura, basata sulla produzione di cereali, ortaggi, olive, uva, agrumi e altra frutta, è integrata dall’allevamento di bovini e caprini. L’industria è costituita da qualche piccola azienda edile e metallurgica. Non sono forniti servizi più qualificati, come quello bancario; una rete distributiva, di dimensioni non rilevanti ma sufficiente a soddisfare le esigenze primarie della comunità, completa il panorama del terziario. Non si registrano particolari strutture sociali, sportive e per il tempo libero. Vi sono le scuole materne e medie; per l’arricchimento culturale si può usufruire di una biblioteca, del museo di arte contadina “A. Lumera” e della pinacoteca “A. M International”. Alla diffusione della cultura e dell’informazione provvedono anche i periodici locali. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione ma non di soggiorno. A livello sanitario è assicurato il servizio farmaceutico.

PUNTI DI INTERESSE

Non può essere considerata una meta turistica pur offrendo a quanti vi si rechino la possibilità di gustare i piatti tipici della sua cucina, lanciarsi col parapendio e godere delle bellezze dell’ambiente naturale, arricchito dalla presenza delle cascate del torrente Marmarico, che sono tra le più alte d’Italia, e dell’ecomuseo delle ferrerie e fonderie di Calabria, un parco archeologico ambientale e monumentale, creato lungo il corso dello Stilaro. È poco frequentata anche per lavoro in quanto le sue attività produttive non consentono di assorbire neppure tutta la manodopera interna; intrattiene rapporti non molto intensi con i comuni vicini, ai quali la popolazione si rivolge per motivi di studio e per usufruire dei servizi non disponibili sul posto. Tra gli eventi ricorrenti vanno citati: il raduno di greco-ortodossi (molto importante per il flusso di visitatori provenienti dalla Grecia), il 24 febbraio, presso il monastero di San Giovanni Therestìs; la Pasqua ortodossa, ad aprile; la rassegna teatrale, ogni sabato di giugno; la fiera bivongese, la mostra dei prodotti tipici del luogo e la sagra del vino, ad agosto, e la festa di Santa Maria Mamma Nostra, il 13 settembre. Il mercato settimanale si svolge il giovedì. Il Patrono, San Giovanni Battista Decollato, viene festeggiato il 29 agosto.

LOCALIZZAZIONE

È situata a nord-est della provincia, a confine con quella di Catanzaro, alle pendici del monte Consolino, nella media valle della fiumara del torrente Stilaro. A 60 km dal casello di Serre, che immette sull’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, è raggiungibile anche con le strade statali n. 110 di monte Cucco e monte Pecoraro e n. 106 Jonica, i cui tracciati si snodano rispettivamente a 2 e a 15 km. La stazione ferroviaria di riferimento, lungo la linea Taranto-Reggio di Calabria, si trova a 15 km. L’aeroporto è a 136 km; quello di Napoli/Capodichino a 466. Il porto di riferimento dista 71 km; quelli di Reggio di Calabria e di Villa San Giovanni 135 e 129. Inserita in circuiti commerciali e nell’ambito territoriale della Comunità montana “Stilaro Allaro”, gravita soprattutto sul capoluogo provinciale e su Locri per il commercio, i servizi e le strutture burocratico-amministrative non presenti sul posto.

SERVIZI

  • Stazione ferroviaria: a Monasterace
  • Porto: a Vibo Valentia, a Reggio di Calabria e a Villa San Giovanni
  • Aeroporto: a Reggio di Calabria/Ravagnese
  • Farmacia: a Bivongi
  • Ospedale: a Siderno
  • Carabinieri: a Stilo
  • Guardia di finanza: a Monasterace: loc. Monasterace Marina
  • Vigili del fuoco: a Siderno
  • Tribunale: a Locri
  • Corte d'Appello: a Reggio di Calabria

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PARCO NATURALE NICOLAS GREEN

Poco fuori dal paese, risalendo il fiume, in zona Vignali, si trova il parco Nicholas Green. Il parco offre l'opportunità di trascorrere una giornata a contatto con la natura, tra il fresco degli alberi e il rumore dell'acqua limpida del fiume. Il parco è munito di un ampio parcheggio. C'è il servizio di ristorazione con menù totalmente casarecci e genuini ed è possibile usufruire dei barbecue, tavoli e servizi igienici. Ogni anno, nei giorni 11 e 12 agosto ospita la sagra del cinghiale e il 17,18,19 agosto la festa della birra. Data l'estensione del suo territorio può ospitare fino a 1000 persone. Vicino al parco ed anche in molti altri posti lungo il fiume si possono trovare i laghetti, dove è possibile fare il bagno nelle fresche acque del fiume. Inoltre il Parco è tappa obbligata per chi volesse raggiungere i Bagni di Guida o le Cascate del Marmarico.

Mulinu du furnu



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