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BIBLIOTEGA COMUNALE REGGIO DI CALABRIA

La Biblioteca De Nava può essere definita storica di conservazione, dopo due secoli dalla sua istituzione è per tradizione prevalentemente di indirizzo umanistico, ma anche una struttura moderna di cultura generale.

Il pregevole fondo pergamenaceo comprende 147 pergamene tra cui capitoli, lettere, privilegi concessi dai sovrani, diplomi di laurea e bolle pontificie. Il documento più antico risale al 25 novembre 1285.

La "Sezione manoscritti e libri antichi", comprende 15 incunaboli, 582 cinquecentine, 974 tomi del '600, 3.793 del '700 45 manoscritti. Le opere sono state censite ed il catalogo è in corso di pubblicazione da parte del Ministero dei Beni Culturali

A parte le fornitissime "Sezione Calabria" e "Fondo Sandicchi", vi sono importanti donazioni come quella di Corrado Alvaro, Giuseppe De Nava, Gennaro Giuffrè, Alliance Française, del Prof. Domenico De Giorgio, del Dott. Domenico Iaria, del Prof. Mezzatesta, dell’ On. Antonio Priolo, di Vittorio Visalli e molte altre. Complessivamente il patrimonio bibliografico conta 115.000 opere, mentre quello emerografico 424 raccolte.

STORIA

Istituita con Decreto Regio del 31 marzo 1818, ebbe la denominazione di "Regia Biblioteca Ferdinandiana".

Tale titolo fu un riconoscente omaggio al sovrano Ferdinando I di Borbone che, dopo la seconda restaurazione, aveva accolto le richieste del sindaco e del decurionato reggino (denominazione che nel periodico borbonico stava ad indicare ciò che oggi è il consiglio comunale).

Il primo nucleo di libri della Ferdinandiana era costituito da alcune centinaia di unità, provenienti in gran parte dalla biblioteca privata settecentesca dell’abate Antonio Spizzicagigli e dalla collezione personale dell’Arcivescovo Alessandro Tommasini, che furono sistemati nei locali messi a disposizione della Curia di Reggio Calabria.

Il primo bibliotecario fu il canonico Damaso Pugliatti. Nel 1928, dopo diversi cambi di sede, la Biblioteca Comunale fu trasferita presso la villa "Pietro De Nava", costruita nel 1917 e donata alla città da Giuseppe De Nava, più volte ministro prima del fascismo, nel cui testamento olografo, conservato presso l'Archivio di Stato di Reggio Calabria si legge:
« Istituisco erede mio fratello Vincenzo [...] lego e lascio l’edificio ad uso di biblioteca esistente in contrada Santa Lucia (l’attuale via Demetrio Tripepi), con l’annessa area (limitata dalle mura) con l’annesso giardino con palme al piano superiore, alla mia diletta città di Reggio a condizione che accetti di conservare la destinazione a Biblioteca col titolo che ha e che deve rimanere immutato di Biblioteca "Pietro De Nava", a ricordo del mio amato fratello Pietro. Il detto edificio sarà consegnato al Comune con tutti i libri, quadri, mobili, vasi, scrittoi, ecc. che vi si contengono e di cui si farà inventario, salvo quelle suppellettili di uso strettamente personale (letto, biancheria, piatti, armadi, ecc.) e carte e lettere personali di cui mio fratello disporrà nel modo che crede migliore. Mi rincresce di non essere in grado di fare di più non avendone i mezzi, per dotare anche la Biblioteca di risorse per l’acquisto e incremento di libri »


In questi locali sono state collocate, dopo il restauro della villa, il "Fondo delle Cinqecentine" (Sala Morisani), alcune donazioni quali la "De Nava", la "Sala Corrado Alvaro" e la "Sala Gennaro Giuffrè". Nell'edificio attiguo, che divenne sede ufficiale della biblioteca dal 1958, funziona il servizio bibliotecario.


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