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AGNANA CALABRA

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SCHEDA

  • Superficie: 8,35 Kmq
  • Altezza s.l.m.: 210 mt
  • Abitanti: 639
  • Densità: 76,53 ab./Kmq
  • Latitudine: 38° 18' 8,55''
  • Longitudine: 16° 13' 25,91''
  • Prefisso telefonico: 0964
  • C.A.P.: 89040
  • Codice ISTAT: 080002
  • Codice catasto: A077

STORIA

Pare sia sorta, verso la metà del XIV secolo, intorno a un convento di monaci basiliani, situato sul monte Sant’Agnana, per iniziativa del barone di Mammola, il quale vi fece trasferire una colonia di contadini. Il toponimo, che assunse la forma attuale nel 1881, deriva dal personale latino ANNIUS, con l’aggiunta del suffisso aggettivale -ANA (sottinteso “villa”); non manca però chi lo riporta al cognome ugualmente latino AGNANUS. Casale di Mammola, di cui seguì le vicende, appartenne, tra gli altri, a Giovanni Gagliego, a Marcantonio di Loffredo, a Marcello Ruffo e a Bartolomeo dei Pazzi. Nella seconda metà del Cinquecento, passò ai d’Aragona d’Ajerbe, ai quali subentrarono gli Joppolo, gli Spina e i Barreta Gonzaga. Ultimi feudatari furono i de Gregorio. Gravemente colpita dal terremoto della seconda metà del XVIII secolo, fu danneggiata anche dagli uragani che si abbatterono sulla zona, nel corso dell’Ottocento. Con le riforme amministrative attuate dai francesi e dai Borboni fu classificata villaggio di Canolo. Elevata a comune autonomo nel 1841, venne trasferita dal circondario di Gerace a quello di Siderno. Colpita pure dal sisma dell’inizio del XX secolo, negli anni Trenta fu inserita nell’elenco degli abitati da consolidare a totale carico dello stato. Tra i monumenti spiccano: la parrocchiale di Santa Maria della Misericordia, più volte rimaneggiata, nel XVIII e XIX secolo, e la chiesa di San Basilio Magno.

STEMMA

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DESCRIZIONE

Comune montano, di origini medievali, la cui economia si basa essenzialmente sulle tradizionali attività agricole. Gli agnanesi, che presentano un indice di vecchiaia nella media, sono concentrati per la maggior parte nel capoluogo comunale; il resto della popolazione è quasi tutto distribuito tra i nuclei urbani Santa Caterina e Solariace. Il territorio, in cui si trovano alcune sorgenti di acque minerali e antiche miniere di antimonio e lignite, ha un profilo geometrico irregolare, con differenze di altitudine molto accentuate. L’abitato, immerso in una suggestiva cornice paesaggistica, non mostra segni di espansione edilizia; situato sulle pendici di un’altura, ha un andamento plano-altimetrico leggermente vario. Sullo sfondo azzurro dello stemma comunale, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, spicca l’immagine di un Santo fermo su una verde terrazza, nell’atto di trattenere, con una mano, una croce patriarcale rossa; la figura è accompagnata da una mitra argentea e da una colonna dello stesso colore. In un cantone del capo è raffigurata una colomba d’argento in volo.

ECONOMIA

Viste le piccole dimensioni della comunità, non vi sono particolari strutture burocratiche: le uniche attività del genere che vi si svolgono sono quelle connesse al funzionamento dell’ufficio postale e del municipio. Va però segnalata la presenza della stazione dei carabinieri. Si producono cereali, frumento, ortaggi, olive, uva e agrumi; si allevano bovini, suini, ovini, caprini e avicoli. L’industria è limitata a qualche piccola azienda che opera nei comparti edile e della lavorazione del legno. Non sono forniti servizi più qualificati, come quello bancario; una sufficiente rete distributiva completa il panorama del terziario. Non si registrano strutture sociali, sportive e per il tempo libero degne di nota. È possibile frequentare le scuole dell’obbligo; manca una biblioteca per l’arricchimento culturale. Non vi sono strutture ricettive. A livello sanitario è assicurato il solo servizio farmaceutico.

PUNTI DI INTERESSE

L’aria salubre, la genuinità dei prodotti locali e le bellezze dell’ambiente naturale costituiscono valide risorse, il cui sfruttamento potrebbe portare a un incremento della presenza turistica nella zona. È poco frequentata pure per lavoro, in quanto le sue attività produttive non consentono di assorbire neppure tutta la manodopera del posto; diffuso è il pendolarismo verso le aree più sviluppate. I rapporti con i comuni del circondario non sono molto intensi; a essi gli abitanti si rivolgono anche per l’istruzione secondaria di secondo grado e i servizi non disponibili localmente. Tra gli appuntamenti consueti va citata la festa di San Rocco e Santa Maria della Misericordia (festa dell’emigrante), che si svolge ad agosto. Il Patrono, San Basilio, si festeggia il 14 giugno.

LOCALITA'

Solariace.

LOCALIZZAZIONE

È situata nella parte centro-settentrionale della provincia, nell’entroterra della costa ionica, sul versante nord-orientale del massiccio dell’Aspromonte, sulla sinistra della fiumara Novito, alle falde del monte Guardia, tra Gerace, Siderno, Mammola e Canolo. A 43 km dal casello di Gioia Tauro, che immette sull’A3 Salerno-Reggio Calabria, è raggiungibile anche con le strade statali n. 106 Jonica e n. 111 di Gioia Tauro e Locri, i cui tracciati si snodano rispettivamente a 11 e a 17 km. La stazione ferroviaria di riferimento, lungo la linea Taranto-Reggio di Calabria, si trova a 11 km. L’aeroporto di riferimento dista 91 km; quello di Napoli/Capodichino è a 483. Il porto più vicino dista 39 km; quelli di Reggio di Calabria e di Villa San Giovanni 90 e 78. Il capoluogo di provincia e Locri sono i principali poli di gravitazione per il lavoro, il commercio, i servizi e le strutture burocratico-amministrative non presenti sul posto.

SERVIZI

  • Stazione ferroviaria: a Siderno
  • Porto: a Gioia Tauro, a Reggio di Calabria e a Villa San Giovanni
  • Aeroporto: a Reggio di Calabria/Ravagnese
  • Farmacia: ad Agnana Càlabra
  • Ospedale: a Siderno
  • Carabinieri: ad Agnana Càlabra
  • Guardia di finanza: a Locri
  • Vigili del fuoco: a Siderno
  • Tribunale: a Locri
  • Corte d'Appello: a Reggio di Calabria

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